Parco Civico
Affacciato sulle rive del Ceresio. I suoi 63.000 mq. di superficie costituiscono il polmone verde della città, luogo di tranquille passeggiate, dove non si può rimanere impassibili al fascino suscitato dagli imponenti alberi secolari.
Affacciato sulle rive del Ceresio, a pochi passi dal movimentato centro di Lugano, si estende il parco civico della città: Parco Ciani. Molto amato dai Luganesi, il parco è meta di moltissimi turisti, che vi si riversano per ammirare quello che è considerato uno tra i più bei parchi svizzeri. I suoi 63000 mq di superficie costituiscono il polmone verde della città, luogo di tranquille passeggiate, dove non si può rimanere impassibili al fascino suscitato dagli imponenti alberi secolari. I vialetti del parco si snodano tra aiuole fiorite, statue e fontane, si insinuano tra i bei prati all'inglese e raggiungono piazzette celate dalla fitta vegetazione. Lungo i percorsi si possono ammirare alberi appartenenti a specie rare ed esotiche, che qui hanno trovato condizioni favorevoli per uno sviluppo rigoglioso. Infatti, il parco beneficia di una fortunata posizione geografica e gode di un clima mite, che ha reso possibile l'impianto di una ricchissima vegetazione subtropicale.
Parco Ciani è diviso in due zone ben distinte. La prima, adiacente a Villa Ciani, è accessibile dall'ingresso principale situato alla fine del Lungolago, da via Canova o da viale Cattaneo. E', questa, una zona con caratteristiche sia del "giardino all'italiana" che del "giardino all'inglese", decorata con ampie aiuole fiorite ed arricchita da belle superfici a prato, impreziosite da una collezione di arbusti ed alberi provenienti da tutto il mondo.
La seconda parte del parco va dalla darsena fino al fiume Cassarate ed ha un carattere più naturalistico della precedente. Le essenze arboree che la caratterizzano sono autoctone, tipiche cioè, dei boschi ticinesi: sono querce (Quercus ssp.), tigli (Tilia ssp), platani (Platanus hybrida) e aceri (Acer ssp.).
All'interno di quest'area boschiva è situata la zona per i bambini, ricca di attrezzature da gioco, adatte a tutte le età. All'interno di Parco Ciani si ergono diversi edifici: la Villa, sede del Museo Civico di Belle Arti, il Palazzo dei Congressi, la darsena, il Museo Cantonale di Storia Naturale e la Biblioteca Cantonale.
La storia
La storia del Parco Ciani inizia attorno al 1845, con l'acquisto della proprietà da parte dei fratelli Ciani, nobili commercianti di Milano. I Ciani ristrutturano ed ampliano l'edificio esistente e, parallelamente, iniziano la costruzione del parco. Subito, pero', si imbattono in un grosso problema: la presenza del fiume Cassarate e del lago che, periodicamente, allagano buona parte della superficie del parco. La questione viene risolta costruendo un muro di contenimento e rialzando tutto il parco fino a circa 1,5 metri sopra il livello dell'acqua. Purtroppo, quest'operazione, se da un lato salvaguarda il parco dalle esondazioni, dall'altro danneggia molti alberi. Infatti, il deposito di materiale sulle radici determina problemi di asfissia alle piante, e ne causa un lento deperimento. Ancora oggi, dopo più di 150 anni, si manifestano le conseguenze dell'opera dei fratelli Ciani: querce e platani bicentenari mostrano forti segni di sofferenza dovuti alla copertura del colletto. Nel 1912, la villa e il parco vengono acquistati dal Comune di Lugano al prezzo di oltre un milione e mezzo di franchi. "Non vana e pazza spesa di lusso", commenta il prof. Angelo Pizzorno in Consiglio Comunale, "ma atto di amministrazione oculata e saggia, in una città che alle bellezze naturali deve tanta parte di ciò che essa è moralmente ed economicamente". Negli anni '20, dopo una perizia del prof. Trosti di Milano, vengono sostituiti numerosi alberi morti o fortemente deperiti.
Nel 1935 si demoliscono due edifici per il personale e diverse migliaia di metri quadrati vengono sottratti al parco, per fare spazio all'edificio del teatro Kursaal e all'ampliamento della strada, dalla Rivetta Tell fino a Piazza Castello.
Nel 1945, il Municipio di Lugano incarica i fratelli Mertens di Zurigo, allora i più noti architetti paesaggisti della Svizzera, di proporre nuove idee per il risanamento del parco. Purtroppo il loro progetto viene archiviato e ben presto dimenticato. Negli anni '60 si procede alla demolizione delle casermette e delle stalle a nord della Villa, per far spazio al nuovo Palazzo dei Congressi.
Nel 1985, per la prima volta nella storia del parco, si esegue un rilievo sia architettonico che vegetazionale di tutta la superficie. Parallelamente, specialisti in arboricoltura esaminano tutti i 670 alberi per determinarne l'età, la statica e lo stato di salute. Da questo studio emerge che il 70% degli alberi in età avanzata (sopra gli 80 anni) versa in uno stato di evidente declino, e che il numero delle piante giovani e' insufficiente a sostituire quelle deperite. Sulla base dell'analisi e riprendendo i concetti espressi dagli architetti Mertens, si apre la prima fase del risanamento del Parco Ciani. Gli alberi pericolanti vengono estirpati e sostituiti, procedendo contemporaneamente alla pulizia del sottobosco dalla vegetazione spontanea, alla semplificazione del sistema viario ed al ripristino delle visuali sul paesaggio.
Le specie giovani messe a dimora sono ancora in prevalenza querce (Quercus robur, rubra, palustris, cerris, libani, turneri e lyrata) tigli (Tilia ssp.), platani (Platanus hybrida) ed alcuni ciliegi selvatici(Prunus avium). Si effettua anche una risistemazione delle aiuole, con il ridisegno delle decorazioni floreali, che vengono concentrate nelle adiacenze della villa e delle entrate laterali. Per completare le vigorose fioriture stagionali, si impiantano numerosi arbusti ed alberi rari: palme (Phoenix ssp.), olivi (Olea europea), sugheri (Quercus suber), cornioli (Cornus ssp.), camelie (Camellia ssp.), azalee (Rhododendron ssp.) ed anche una canfora (Cinnamomum camphora).
Una delle maggiori attrazioni del parco, oggi, è proprio la fioritura stagionale, i cui colori, sapientemente combinati, si abbinano alle sfumature del lago e del suo paesaggio. Ogni anno, il disegno delle aiuole e le essenze utilizzate vengono modificati, creando sempre una piacevole curiosità negli abitanti di Lugano, che attendono il susseguirsi delle stagioni per scoprire di che nuance si colorerà il parco.
Nuovi lavori di ristrutturazione attendono Parco Ciani e la sua vegetazione: nei prossimi dieci anni il risanamento sarà portato a termine ed il parco, ringiovanito, potrà continuare ad essere tra i più belli della Svizzera.
APERTURA
Apertura parco: Orario estivo 6.00 - 23.00, orario invernale 6.00 - 21.00
Entrata musei: A pagamento, lunedì chiuso
PREZZI
Periodo consigliato di visita: Tutto l'anno
NOTE
Durata della visita: 1 ora
Entrata parco: Libera
Possibilità di visite guidate: No
Cani: Al guinzaglio
Accessibilità con biciclette: No
Parco giochi: Sì
Area pic-nic e grill: No
Ristoranti/bar: Sì, Osteria del Porto
NON è possibile raccogliere fiori e frutti
Accessibilità portatori di handicap
Accessibile in carrozzella, con difficoltà (B)
Disponibile servizio igienico accessibile in carrozzella (WC)
Se il simbolo non è presente l'accessibilità non è garantita.
DISCLAIMER
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Parco Civico. Affacciato sulle rive del Ceresio. I suoi 63.000 mq. di superficie costituiscono il polmone verde della città, luogo di tranquille passeggiate, dove non si può rimanere impassibili al fascino suscitato dagli imponenti alberi secolari.
Affacciato sulle rive del Ceresio, a pochi passi dal movimentato centro di Lugano, si estende il parco civico della città: Parco Ciani. Molto amato dai Luganesi, il parco è meta di moltissimi turisti, che vi si riversano per ammirare quello che è considerato uno tra i più bei parchi svizzeri. I suoi 63000 mq di superficie costituiscono il polmone verde della città, luogo di tranquille passeggiate, dove non si può rimanere impassibili al fascino suscitato dagli imponenti alberi secolari. I vialetti del parco si snodano tra aiuole fiorite, statue e fontane, si insinuano tra i bei prati all'inglese e raggiungono piazzette celate dalla fitta vegetazione. Lungo i percorsi si possono ammirare alberi appartenenti a specie rare ed esotiche, che qui hanno trovato condizioni favorevoli per uno sviluppo rigoglioso. Infatti, il parco beneficia di una fortunata posizione geografica e gode di un clima mite, che ha reso possibile l'impianto di una ricchissima vegetazione subtropicale.
Parco Ciani è diviso in due zone ben distinte. La prima, adiacente a Villa Ciani, è accessibile dall'ingresso principale situato alla fine del Lungolago, da via Canova o da viale Cattaneo. E', questa, una zona con caratteristiche sia del "giardino all'italiana" che del "giardino all'inglese", decorata con ampie aiuole fiorite ed arricchita da belle superfici a prato, impreziosite da una collezione di arbusti ed alberi provenienti da tutto il mondo.
La seconda parte del parco va dalla darsena fino al fiume Cassarate ed ha un carattere più naturalistico della precedente. Le essenze arboree che la caratterizzano sono autoctone, tipiche cioè, dei boschi ticinesi: sono querce (Quercus ssp.), tigli (Tilia ssp), platani (Platanus hybrida) e aceri (Acer ssp.).
All'interno di quest'area boschiva è situata la zona per i bambini, ricca di attrezzature da gioco, adatte a tutte le età. All'interno di Parco Ciani si ergono diversi edifici: la Villa, sede del Museo Civico di Belle Arti, il Palazzo dei Congressi, la darsena, il Museo Cantonale di Storia Naturale e la Biblioteca Cantonale.
La storia
La storia del Parco Ciani inizia attorno al 1845, con l'acquisto della proprietà da parte dei fratelli Ciani, nobili commercianti di Milano. I Ciani ristrutturano ed ampliano l'edificio esistente e, parallelamente, iniziano la costruzione del parco. Subito, pero', si imbattono in un grosso problema: la presenza del fiume Cassarate e del lago che, periodicamente, allagano buona parte della superficie del parco. La questione viene risolta costruendo un muro di contenimento e rialzando tutto il parco fino a circa 1,5 metri sopra il livello dell'acqua. Purtroppo, quest'operazione, se da un lato salvaguarda il parco dalle esondazioni, dall'altro danneggia molti alberi. Infatti, il deposito di materiale sulle radici determina problemi di asfissia alle piante, e ne causa un lento deperimento. Ancora oggi, dopo più di 150 anni, si manifestano le conseguenze dell'opera dei fratelli Ciani: querce e platani bicentenari mostrano forti segni di sofferenza dovuti alla copertura del colletto. Nel 1912, la villa e il parco vengono acquistati dal Comune di Lugano al prezzo di oltre un milione e mezzo di franchi. "Non vana e pazza spesa di lusso", commenta il prof. Angelo Pizzorno in Consiglio Comunale, "ma atto di amministrazione oculata e saggia, in una città che alle bellezze naturali deve tanta parte di ciò che essa è moralmente ed economicamente". Negli anni '20, dopo una perizia del prof. Trosti di Milano, vengono sostituiti numerosi alberi morti o fortemente deperiti.
Nel 1935 si demoliscono due edifici per il personale e diverse migliaia di metri quadrati vengono sottratti al parco, per fare spazio all'edificio del teatro Kursaal e all'ampliamento della strada, dalla Rivetta Tell fino a Piazza Castello.
Nel 1945, il Municipio di Lugano incarica i fratelli Mertens di Zurigo, allora i più noti architetti paesaggisti della Svizzera, di proporre nuove idee per il risanamento del parco. Purtroppo il loro progetto viene archiviato e ben presto dimenticato. Negli anni '60 si procede alla demolizione delle casermette e delle stalle a nord della Villa, per far spazio al nuovo Palazzo dei Congressi.
Nel 1985, per la prima volta nella storia del parco, si esegue un rilievo sia architettonico che vegetazionale di tutta la superficie. Parallelamente, specialisti in arboricoltura esaminano tutti i 670 alberi per determinarne l'età, la statica e lo stato di salute. Da questo studio emerge che il 70% degli alberi in età avanzata (sopra gli 80 anni) versa in uno stato di evidente declino, e che il numero delle piante giovani e' insufficiente a sostituire quelle deperite. Sulla base dell'analisi e riprendendo i concetti espressi dagli architetti Mertens, si apre la prima fase del risanamento del Parco Ciani. Gli alberi pericolanti vengono estirpati e sostituiti, procedendo contemporaneamente alla pulizia del sottobosco dalla vegetazione spontanea, alla semplificazione del sistema viario ed al ripristino delle visuali sul paesaggio.
Le specie giovani messe a dimora sono ancora in prevalenza querce (Quercus robur, rubra, palustris, cerris, libani, turneri e lyrata) tigli (Tilia ssp.), platani (Platanus hybrida) ed alcuni ciliegi selvatici(Prunus avium). Si effettua anche una risistemazione delle aiuole, con il ridisegno delle decorazioni floreali, che vengono concentrate nelle adiacenze della villa e delle entrate laterali. Per completare le vigorose fioriture stagionali, si impiantano numerosi arbusti ed alberi rari: palme (Phoenix ssp.), olivi (Olea europea), sugheri (Quercus suber), cornioli (Cornus ssp.), camelie (Camellia ssp.), azalee (Rhododendron ssp.) ed anche una canfora (Cinnamomum camphora).
Una delle maggiori attrazioni del parco, oggi, è proprio la fioritura stagionale, i cui colori, sapientemente combinati, si abbinano alle sfumature del lago e del suo paesaggio. Ogni anno, il disegno delle aiuole e le essenze utilizzate vengono modificati, creando sempre una piacevole curiosità negli abitanti di Lugano, che attendono il susseguirsi delle stagioni per scoprire di che nuance si colorerà il parco.
Nuovi lavori di ristrutturazione attendono Parco Ciani e la sua vegetazione: nei prossimi dieci anni il risanamento sarà portato a termine ed il parco, ringiovanito, potrà continuare ad essere tra i più belli della Svizzera.
Lugano
Parco Civico
Riva Albertolli, Lungolago
6900 Lugano
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Altitudine: 273 m s.l.m.
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